“La Cultivar Leccino” la penna di Palmiro.

La cultivar LECCINO, originaria della Toscana centrale in particolare della zona fiorentina e pistoiese,  viene coltivata in quasi tutte le Regioni Italiane ed  è la cultivar più diffusa al mondo, poiché unisce un’ottima produttività e resa in olio ad una elevata resistenza alle avversità climatiche e parassitarie. Le piante entrano presto in produzione con una raccolta piuttosto elevata e costante.  E’ un albero di taglia medio grande, di elevata vigoria, semipendulo e dalla chioma espansa e folta.

 

Albero Leccino
Albero Leccino

 

E’ autosterile, pertanto necessita di cultivar impollinatrice, come il Moraiolo,  Pendolino, Maurino, Frantoio.

Cultivar a duplice attitudine ( Olio e Mensa ) ha una drupa ( frutto ) di media dimensione (2-2,5 gr), ellissoidale, legermente asimmetrica, con apice arrotondato e base appiattita.
Foto olive-leccino-1

L’invaiatura è contemporanea e precoce, la maturazione precoce. Le drupe, che spesso sipresentano in grappolini di 3-5, hanno bassa resistenza al distacco, con epicarpo pruinoso con fitte lenticelle poco vistose, si presentano alla raccolta nero-violacee con resa in olio variabile tra il 17-22%.

 

 

* Descrizione del profilo organolettico : La cultivar produce un olio armonico, dal colore verde tendente al giallo, caratterizzato da un livello medio di  fruttato verde, e medio-leggero di amaro e piccante, con sentore prevalente di mandorla  fresca, e leggere sensazioni di erba/foglia e carciofo.

* Composizione in acidi grassi , Valori medi :

–  Acido Oleico 75 %         –  Acido Linolenico 0,70 %      – Acido Linoleico 6,60 %

–   Polifenoli Totali 423,87 ppm

Abbinamenti gastronomici: Filetti di pesce azzurro in bianco, creme di legumi, fondo per brodetti di pesce, frittura e soffritti di carni bianche ed animali da cortile, zuppa di verdure,  scaloppine di vitello ai funghi, agnello al forno, insalata di ovoli e tartufi, verdure di campo in insalata.

 

*  (dati a cura di ASSAM http://www.olimonovarietali.it/ )