“Il vino che …….. non ti aspetti”

Ci sono anche quelli, gli sconosciuti, gente del vino, che lo sa fare, lo fa per se e per chi ritengono se lo meriti, perché è il loro vino e solo per pochi, non è business, non è per tutti …………… solo per chi ritengono “degno”.

Un’occasione, una cena a casa con un po tutti , l’esperto, l’appassionato, l’incompetente, io …………..  la bottiglia, anzi le bottiglie, accuratamente celate le etichette , unico indizio l’uvaggio e la provenienza territoriale.

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

Ad accompagnarle altre etichette blasonate, non si sa mai non fossero all’altezza le sconosciute , nessun torto agli invitati.

Cominciamo con un bianco, la bottiglia non ha nulla che la rappresenti, è solo una bella bottiglia di vino, che scura, nasconde il colore.

La vista non tradisce vinificazioni “alternative” , giallo paglierino con ancora riflessi verdolini.

 

 

Al naso, lascio interpretare il vino, poi prometto di svelare il vitigno: Pompelmo in primis, marca il primo naso, poi si svelano i fiori bianchi, la camomilla.

La bocca è grassa, facile da bere, si riconosce una pesca gialla poi la sapidità che è importante, non è lunghissimo tende un pochino a perdersi , ma è assolutamente piacevole.

Ritorno al naso e si evidenzia una nota sottile di idrocarburo, lo lascio scaldare e tira fuori l’anice.

Giudizi unanimi , piacevole beva, non stordisce l’assaggio, ma il naso è molto interessante e cominciano le prove di riconoscimento, non ci prende nessuno solo l’esperto si avvicina quando gli ricordo la percezione in bocca di pesca dandomi la sua scelta verso un Lugana: svelo l’arcano , un Verdicchio dei Castelli di Jesi zona arceviese, un mio paziente conferitore di uve a grandi “maison” che trova il tempo di cimentarsi nel suo vino e che vino, Bravo.

 

Il secondo vino ed ultimo della serata a conclusione di numerosi assaggi non può permettersi di non essere almeno un po’ arrogante per non rischiare di essere dimenticato nel bicchiere.

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Non ci sono bottiglie in commercio, ha la sua etichetta e già da  si scopre un “Personaggio” , niente lasciato al caso, l’etichetta , qui a fianco, non vuole commenti, so già che li avete fatti  e numerosi, ma non si ferma li : altra sorpresa il tappo che chiude il commento all’etichetta, invenzione, goliardia, presunzione ………

 

 

La degustazione: Rosso rubino impenetrabile , al naso subito il mallo della noce, mi ricorda dei vini biologici, in specie un bio di cannonau sardo, la piccola frutta e subito la liquirizia  caratterizza il naso. Poi le erbe officinali, rosmarino ed una nota dolce, il legno.

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

La bocca mi fa pensare, morbida, ma mai stucchevole ed accompagna, grazie alla sapidità, la bevuta, la richiama, non concede  spigoli e mai troppo piaciona, le pennellate minerali la sostengono, un vino fatto bene , dove la bevibilità la fa da padrona e l’incertezza al naso per la ripetitività dell’olfatto è pienamente appagata dalla bocca. E’ un Merlot nostrano che rivendica la morbidezza, la piacevolezza, la ruffianeria …………… ed un pò di Syrah

 

 

A conclusione alcune riflessioni; questi vini sono accomunati dalla bevibilità, vini anche grassi, ma mai stucchevoli, non lunghissimi come direbbe un degustatore, ma la piacevolezza li rende molto godibili lasciando una gradevole percezione , niente eccessi nell’alcool, niente eccessi nella grandeur di certi vinoni, vini che vincono e convincono grazie alla mano dei nostri “Vigneron”.

Chi è intrigato da queste mie riflessioni, ci può contattare sul sito e daremo …….. indicazioni su questi “personaggi del vino”  ………. non vi faccio aspettare e svelo subito: il Merlot è vinificato da Lorenzo Bambagiotti, “Maestro di Cantina” dell’azienda La Monacesca ed il Verdicchio da Giulioni Italo conferitore di uve “sopraffini”.