“Champagne Brut Oenethèque 1996” Dom Perignon. La degustazione di “Fabio Magnani”

Una premessa alla degustazione che ci ha inviato Fabio Magnani, due righe solo a descrivere un vino che non tutti conoscono, che pochi hanno bevuto, che pochissimi riescono ad interpretare.

Dom Perignon, lo “Champagne”, nei film, nella leggenda di Marylin Monroe sempre al suo fianco, la firma del bere d’élite eppure se chiedete ad un appassionato che Dom vorebbe bere, probabilmente vi risponderebbe un Oenothèque.

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Cosa vuol dire?  Oenothèque non è altro che un “Progetto” che lo Chef de Cave, geniale artefice di queste bottiglie, Richard Geoffry ha messo a punto nella sua vinothèque ( oenothèque ovvero la cantina dove vengono conservati i vecchi millesimi ) per permettere alla cuvee del Dom Perignon di acquisire ulteriore complessità rimanendo ancora a perfezionarsi sui lieviti.

 

Il Dom Pérignon viene solitamente degorgiato  dopo 7 anni di contatto con i lieviti, oenoteque 1996 - 3quando ha perfettamente definito la sua personalità, ovvero ha raggiunto la première plènitude.
Al momento del dégorgement, però, un certo numero di bottiglie viene ancora lasciata a maturare sui lieviti e queste bottiglie, a differenza delle altre, sono tappate con il sughero (bouchon liège) anziché con il classico tappo a corona di metallo.

E rimane così, per altri 5-8 anni, a maturare, sempre più lentamente man mano che passa il tempo, ma costantemente, finché lo chef de cave, assaggiandolo, capisce che è arrivato alla sua deuxième plenitude.
Allora si procede al dégorgement, rigorosamente manuale, e all’assaggio di ogni singola bottiglia da parte di un membro del collège des œnologues e, se perfetta, si procede al dosaggio (3-5 g/l), alla tappatura e al conseguente habillage.
È nato il Dom Pérignon Œnothèque.

Le parole a Fabio Magnani:

Assaggiamo lo “Champagne Brut Oenetheque” 1996 di “Dom Perignon”.

Un vino impeccabile, di grande classe e dal profilo minerale.

Una mescola di complesse sensazioni che variano dalla pirite agli agrumi in tutte le sue variazioni. Note terrose, di humus e sfumature ferrose. Ritorni di leggere spezie e canditi. La bocca vibra di perfetta freschezza unita a una trama ineccepibile.

Carbonica raffinatissima, puntiforme e cremosa che termina in un abbraccio sapido.

Un’annata, questa, caratterizzante paragonabile a poche altre in Francia. Un vino perfetto, disciplinato, cui mancano quelle piccole sbavature che in vini come questo sarebbero geniali e che te lo farebbero ricordare anche dopo tanti anni.

Non adatto a chi ama la parte nervosa e scalpitante dello champagne ma per chi cerca sicurezza.

In enoteca al prezzo di € 280,00 circa.

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La pienezza iniziale dell’annata è proiettata in Dom Pérignon Œnothèque 1996. Pur rimanendo puro, preciso e tattile, abbraccia il Dom 1996 nella sua intensità e complessità. La prospettiva magica offerta da Œnothèque è la ricompensa per il suo maggiore invecchiamento.

Richard Geoffroy