Carmignano Riserva 2004 “La Piaggia”, Vitaliano Marchi

Due parole solo per raccontare di Vitaliano ………… Winelover di quelli “veri” non legati alla moda, ma alle proprie emozioni, quelle che raccoglie nel suo peregrinare tra eventi. Presenza cordiale, mai sopra le righe, sorrisi, la sua capacità di commentare un vino e la modestia di saper ………. ascoltare .

    Vitaliano Marchi  “Winelover” 

Dovendo pensare ad un rosso toscano, credo che alla stragrande maggioranza di noi verrebbero in mente i grandi classici a base “Sangiovese”  (Chianti, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano) oppure i più “moderni” Supertuscan.

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Poi, magari pensandoci meglio, potremmo ricordare un vino di cui abbiamo probabilmente letto qualche notizia, magari trovato a qualche degustazione, ma che sicuramente non ha l’attenzione che merita.

Sto parlando del Carmignano. Prodotto in un territorio limitatissimo della provincia di Prato, circa 100 ettari divisi fra i comuni di Carmignano e Poggio a Caiano, si tratta di un vino antichissimo, ma al tempo stesso antesignano di queiSupertuscan che avrebbero dato nuova energia alla Toscana enologica in tempi più recenti.

 

carmignano 5 vitaliano

 

Il Carmignano infatti viene vinificato con Sangiovese a cui si aggiungono Cabernet Sauvignon,Cabernet Franc e Merlot.

 

 

 

Questo tipo di produzione risale  addirittura al 1600-1700 quando i Medici, per valorizzare questi territori così vicini a Firenze, importarono dalla Francia ceppi di Cabernet e Merlot. Da allora il Carmignano è arrivato ai giorni nostri, ottenendo la DOCG negli anni novanta e mantenendo una costante alta qualità produttiva dovuta anche alle poche aziende presenti in un territorio così piccolo.

D’altro canto una produzione così limitata ne ha condizionato la diffusione, rendendolo spesso un vino quasi più conosciuto all’ estero che in Italia, anche grazie alla sua tipologia di vinificazione.

La degustazione:  il Carmignano Riserva 2004 “La Piaggia” dell’ Azienda Mauro Vannucci.

Art designer Vitaliano Marchi
Art designer Vitaliano Marchi

 

 

 

Il colore è di un bel rubino intenso, cupo, pressochè impenetrabile, una tonalità che non mostra nessun segno di cedimento in un vino che comunque si avvia verso i 10 anni.

 

 

 

 

Al naso la frutta la fa da padrona: confettura di more, amarene sciroppate, polpa di mirtillo. Immediatamente dopo arrivano le spezie dolci, cannella e vaniglia, assieme alla rosa rossa appassita. Infine arrivano note tostate di caffè, cioccolato al latte e tabacco da pipa. Tutti questi profumi si integrano e si sovrappongono in continuazione nel bicchiere, in una danza che fa venir voglia di continuare a tenere il naso incollato al bicchiere.

Al primo sorso si avverte subito un vino avvolgente, morbido, ricco di struttura che però viene bilanciata dalla sapidità e da una freschezza ancora viva che rendono molto piacevole la beva. I tannini ben presenti sono comunque setosi e ben integrati. Il finale, supportato da quella freschezza già citata, si allunga in maniera molto piacevole.

 

Se proprio devo trovare un piccolo difetto a questo vino, forse il legno e la tostatura sono un po’ sovradimensionati, ma, almeno per quanto mi riguarda, non eccessivi.

 

cinghiale 2

 

 

Abbiamo accompagnato il vino ad una succulenta fiorentina, ottenendo un abbinamento piacevolissimo. Credo che per le sue caratteristiche questo vino possa essere ben abbinato in generale con arrosti di carni rosse e cacciagione, in primis lo spezzatino di cinghiale.

      Vitaliano Marchi