Critica della Ragion Pratica: Il Biologico

Dagli anni 90 a oggi, le Istituzioni europee si sono adoperate per raggiungere un regolamento unico per una agricoltura e un allevamento sostenibili dal punto di vista sia ambientale sia economico. I timori derivanti dalle conseguenze di una industrializzazione spinta del campo agroalimentare (e.g. mucca pazza, polli alla diossina) hanno contribuito alla diffusione di una maggiore consapevolezza dello stretto legame esistente tra tutti gli esseri viventi sulla Terra e dei limiti dei processi produttivi.

Logo Agricoltura BiologicaL’Agricoltura Biologica è il risultato di questo profondo cambiamento nella società e, dal punto di vista ideologico-culturale, possiamo considerarla emblema di un nuovo umanesimo, dove i misfatti del consumismo, della produzione intensiva e l’esigenza di uno stile di vita più sano ne hanno alimentato il mercato, fino a poco tempo fa appannaggio di una stretta cerchia di consumatori e ora presente anche nelle grandi distribuzioni. La viticoltura per vini biologici in Italia, in termini SAU, non fa eccezione a questo trend e cresce di anno in anno in controtendenza con quella convenzionale, che dal 1966 va regredendo.

L’Agricoltura Biologica non è un ritorno al passato, dove uomini e donne vivevano felici nelle loro caverne, bensì una visione a 360 gradi dell’attività produttiva, finalizzata alle nuove esigenze dei consumatori, alla preservazione del territorio e delle risorse naturali, con un utilizzo attento delle tecnologie e delle conoscenze scientifiche. Di seguito ne viene riportata la “definizione” che l’Unione Europea ha dato nel regolamento in vigore (Reg. (CE) N. 834/2007, L 189/1):

 La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.

Charles Darwin
Charles Darwin

Cominciamo con lo sfatare l’assioma  agricoltura = “natura”. L’attività agricola, comunque si svolga, implica cambiamenti alle dinamiche evolutive spontanee; dalla selezione naturale (Darwin concepì l’evoluzione delle specie alle Galapagos, non tra le verdi campagne inglesi!) alla morfologia del territorio. E finiamo con il prendere atto che la chimica e i prodotti di sintesi a nostra disposizione non sono da demonizzare, ma possiamo/dobbiamo farne un uso pragmatico e oculato, in casi particolari anche nella produzione Biologica. Sempre dal regolamento di cui sopra (L189/6, Articolo 4):

La produzione biologica si basa sui seguenti principi:

c) la rigorosa limitazione dell’uso di fattori di produzione
ottenuti per sintesi chimica ai casi eccezionali in cui:

i) non esistono le pratiche di gestione appropriate; e
ii) non siano disponibili sul mercato i fattori di
produzione esterni di cui alla lettera b); o
iii) l’uso di fattori di produzione esterni di cui alla
lettera b) contribuisce a creare un impatto ambientale
inaccettabile;

Difendere il territorio, l’azienda e il vino! Questo è l’obiettivo.

Il mercato del Biologico si basa, oltre all’indispensabile supporto economico delle Istituzioni locali, nazionali ed europee, anche sulle dinamiche del premium price, ovvero la percezione del consumatore di avere una qualità superiore e/o un beneficio indiretto che giustifichi, rispetto ell’equivalente prodotto convenzionale, un prezzo maggiore; nel nostro caso determinato da diversi fattori, tra i quali: distribuzione e stoccaggio specializzati, rese di produzione minori e costi di certificazioni.

Oltre al rispetto per l’ambiente, il vino biologico è più buono e sicuro?

LaTerraTrema
Terroir Resistance

Dare una risposta certa non è possibile al momento, ma nulla ci fa intendere il contrario. La concentrazione media dei solfiti nel Biologico è sicuramente inferiore, non vi sono dati che facciano pensare a una presenza maggiore di micotossine e in quanto all’assaggio le eccelenze non mancano. Per citarne alcune, scusate il campanilismo marchigiano, si può guardare alle aziende del consorsio Terroir Marche, che partecipano al progetto La Terra Trema. Perdipiù il vino biologico vuole preservare tutte le caratteristiche organolettiche tipiche del proprio terroir, che rendono il prodotto unico nel suo genere e non riproducibile altrove.

Vino Biologico o uve Biologiche?

Viticultura e vinificazione sono fasi distinte della produzione del vino e per il Biologico sono disciplinate da regolamenti diversi, dove la prima attività è incorporata nel regolamento generale della Commissione Europea (2007), mentre la seconda è stata normata separatamente dopo un lungo e difficile dibatttito durato ben cinque anni (Regolamento (UE) n. 203/2012).

A oggi l’Agricoltura Biologica non è autosufficiente a livello economico, né si può fregiare di dati scientifici unanimi che la sostengano a pieno. Siamo ancora in una fase sperimentale, con molti punti interrogativi e congetture a cui dare una risposta.

Allora perché sostenerla?

Banksy, Street Art, Sale Ends Today
Banksy, Street Art

Fino a qualche decennio fa le questioni del benessere e della crescita demografica nel nostro Pianeta erano affidate ai dogmi del libero mercato e alla produzione intensiva in tutti i settori. Ora,  che raccogliamo tempesta dopo la semina della TINA, sentiamo la necessità di conciliare le esigenze della società con quelle ambientali, coscienti sempre più di essere parte integrante del sistema Terra e non dei “turisti” a cui tutto sia concesso.  L’Agricoltura Biologica, come concepita dall’UE,  non va sostenuta tout court nelle disposizioni, ma negli obiettivi prefissati dal regolamento (N. 834/2007, L189/6, Art. 3):

a) stabilire un sistema di gestione sostenibile per l’agricoltura che:

i) rispetti i sistemi e i cicli naturali e mantenga e migliori la salute dei suoli, delle acque, delle piante e degli animali e l’equilibrio tra di essi;

ii) contribuisca a un alto livello di diversità biologica;

iii) assicuri un impiego responsabile dell’energia e delle risorse naturali come l’acqua, il suolo, la materia organica e l’aria;

iv) rispetti criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e soddisfi, in particolare, le specifiche esigenze comportamentali degli animali secondo la specie;

b) mirare a ottenere prodotti di alta qualità;

c) mirare a produrre un’ampia varietà di alimenti e altri prodotti agricoli che rispondano alla domanda dei consumatori di prodotti ottenuti con procedimenti che non danneggino l’ambiente, la salute umana, la salute dei vegetali o la salute e il benessere degli animali.

IlluminismoGià tra il XVIII e XIX secolo alcuni esponenti dell’illuminismo e non (Condorcet, Godwin, Malthus, …) specularono sul problema della limitatezza delle risorse naturali a contrasto del progresso umano, ora noi dobbiamo risolverlo il prima possibile senza tante perifrasi o ragionamenti. Sperimentare e il rapporto causa effetto ci guideranno a trovare una strada percorribile a lungo termine e a fermare il processo di deterioramento degli ecosistemi che abbiamo messo in moto.

Il Biologico non è la soluzione a tutti i problemi odierni né sempre applicabile alle varie realtà economiche e ambientali, ma di sicuro un cambiamento e un metodo che esige maggiore consapevolezza nelle persone affinché dia risultati, dal produttore al consumatore, e ricordiamoci che non sarà una certificazione a rendere migliore il nostro vino, ma questa è un’altra storia …

 

Bibliografia

  1. Regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici. [PDF]
  2. Regolamento (CE) n. 889/2008 della commissione, per la produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici (solo PDF)
  3. Regolamento di esecuzione (UE) n. 203/2012 della Commissione, dell’ 8 marzo 2012. [PDF]
  4. Norme UE per la produzione di vino biologico (solo PDF)
  5. Dati storici Istat sulle coltivazioni legnose fino al 2011 (solo XLS)
  6. Statistiche nazionali 2012 sulla produzione Biologica (solo PDF)
  7. Bioreport 2013: L’agricoltura Biologica in Italia, Archivio INEA (solo PDF):
    • Situazione del Biologico, pag. 10-21
    • Mercato e prezzi, pag. 36-53
    • Riforma della PAC, pag. 78
    • Sostenibilità ambientale dell’agricoltura biologica, pag. 92
  8. Manuale dell’Assaggiatore 2013, pag. 71-75, ISBN 978-88-7320-301-8
  9. Storia dell’Idea di Progresso, John B. Bury, Feltrinelli Editore 1964, pag. 161-162 [dibattito sulle conseguenze della crescita demografica]

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