Ristorante La Torre e lo Chablis Domaine Alain Geoffroy

Occasioni ne ho molte, non riesco a viverle tutte, qualche volta sì. Tra queste, essere spesso ospite di qualche “amico”  presso locali di vino, ristoranti, a degustazioni ………. l’ennesima, un invito presso “la Torre” ristorante .

Il locale lo conoscevo già, l’aperitivo sulla terrazza dopo una lunga settimana di stress ti mette in pace con il mondo. Location tra le più suggestive di Numana, permette di abbracciare tutta la riviera del Conero dai terrazzi a picco sul mare o dalle vetrate della sala da pranzo.

A dire il vero sono arrivato da privilegiato, non solo perchè ospite, ma anche perché la mia visita era stata preannunciata da amici comuni così come la “fama” della mia frequente  “fastidiosa” presenza.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Una serata in compagnia non può comunque distogliermi dal piacere di assaggiare una bottiglia “nuova”. La carta dei vini è abbastanza ampia in specie, giustamente, sui prodotti regionali, che ahimè conosco oramai dettagliatamente.

Inizio subito con lo stressare i ragazzi in sala che, memori della presentazione avuta, si sono impegnati nel riuscire a soddisfarmi, complici anche gli altri commensali che mi hanno dato “carta bianca” .

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Lascio l’Italia e mi rifugio in alta Francia e giocoforza, per la richiesta di non scegliere “bollicine”, non a tutti gradite, devo arrangiarmi e ………. scovare bianchi da vitigni internazionali, che in questo areale hanno ben poco dell’usuale significato di tale terminologia. Qui lo Chardonnay assume connotazioni molto peculiari, “autoctone” sia per le caratteristiche geoclimatiche ma, nella completezza del significato più ampio di Terroir, anche per mano del vigneron che qui vinifica secondo la “tradizione di famiglia” in tini in acciaio alcuni premier ed in fusti di rovere il Grand Cru. Siamo nello Chablis.

 

 

L’azienda è  il Domaine Alain Geoffroy, i vini il suo “Chablis Premier Cru Vau Ligneau 2009″ e lo “Chablis Grand Cru Les Clos 2008” .

Torniamo al tavolo, lo chef Paolo Gioacchini apre le “danze”; Le immagini rendono solo in parte giustizia ai piatti, gustare non si può solo con gli occhi.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

La qualità del pesce non viene mai mascherata da condimenti eccessivi,  accompagnano il piatto e non prevaricano il gusto mantenendo integro il “crudo” di mare.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

Quando mi siedo ad un tavolo, oltre alla scontata valutazione sulla tipologia delle posate e sopratutto dei bicchieri, elemento di preferenza è la qualità e la ricercatezza del “cestino del pane” ………. accontentato.

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

All’assaggio di crudi, seguono le cotture, in un crescendo di stimoli gustativi, aumentano le complessità al naso ed in bocca, che diventano più marcate e caratterizzanti, sempre mantenendo  un ottimo bilanciamento.

 

 

Al primo ho preferito continuare con assaggi di antipasti, che spesso permettono agli chef più completi di esprimersi al meglio, con soluzioni apparentemente più semplici, ma che proprio per questo non permettono errori né di scelta del prodotto impiegato né negli accostamenti.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed i vini?  Molto “territoriali”, molto “chardonnay”, molto “francesi” ma non mi hanno entusiasmato. Tecnicamente ineccepibili ma, sopratutto nel Premier Cru Vau Ligneau, le note vanigliose e burrose, pur non eccessive, tolgono comunque personalità al vino e la nota floreale, fruttata esotica ed il pompelmo sono sempre e comunque un po mascherate. Non il mio ricordo del tipico Chablis ed anche se la vinificazione è in tini in acciaio il naso risulta più “grasso” che fine ed elegante. La bocca più tipica, fresca e minerale, regala una beva facile e “disinvolta” in perfetto abbinamento con i piatti proposti.

Il Grand Cru Les Clos in ragione della maggiore qualità delle uve riesce a domare il vitigno ed il legno, complice anche un anno di affinamento in più. Gioca su note più intriganti e fresche ed al naso l’ingresso comunque vaniglioso e lievemente burroso si lascia attraversare dalle note minerali, la pietra focaia e le note agrumate. Scaldandosi regala una leggera speziatura. La bocca ha grande freschezza, l’agrumato  vince sulla grassezza, lungo, minerale, non si perde e rivendica il bicchiere con una salivazione pronunciata.

Più piacevole la bocca che il naso e comunque un gran bel bere, purtroppo penalizzato dall’asticella, difficile da oltrepassare, del mio gradimento a questa tipologia di vini.

la torre 27

 

La serata, assai piacevole, ha lasciato un ultimo ricordo, essenziale per dare conseguenza ai piatti presentati e non falsare le percezioni di “ricerca, metodo ed idee” che il percorso gustativo  ha  espresso.

 

la torre 28

 

Il dolce ………. in equilibrio tra le morbidezze ed il croccante, il dolce e l’amaro ……..

Bravi a tutti, allo chef Paolo Gioacchini, al secondo chef Davide Breccia, ai ragazzi in sala ………. ed alla presenza “in ombra” di Chef Massimo Bomprezzi.

 

LA TORRE Ristorante                                                                                                                            via la Torre 1, 60026 Numana (AN)                                                                                                     Tel. e Fax +39 071 9330747                                                                                         info@latorrenumana.it                                                                                              www.latorrenumana.it