“Vitovska 2004 Selezione” Kante

…….. dieci giorni, dieci lune da quando la bottiglia mi ha regalato parole.

Venerdi sera, la fine di una settimana, come sempre pesante, zeppa di impegni da digerire, l’invito di un amico che ci capisce di vino e la voglia di assaggiare qualcosa di “buono”.

La scelta tutto sommato la ho,  le bottiglie che mi vengono regalate o che mi si chiede di de-gustare ne ho a iosa, tutte da scrivere e da “gustare”.

 

Typical bunch of grapes, Ischia island; Campania; Italy; Europe

 

Il vitigno, “fa figo” , la Vitovska, autoctono Sloveno presente in tutta la zona del Carso, sia nel versante Sloveno che nel Friuli venezia Giulia, uno di quei vitigni che va di moda, l’autoctono dimenticato che veniva per tradizione utilizzato in uvaggio, frequente con la Malvasia Istriana.

Il suo nome sembra provenire dalla località di Vipacco, oggi in Slovenia (Vitovlje), dove è presente da tempo immemore come Vitovska Gargania.

Nel registro nazionale varietà di vite, così come nei riferimenti ufficiali dei disciplinari, è presente col sinonimo Vitouska.

 

Il vitigno Vitovska ha le seguenti caratteristiche varietali:

 

Copia di vitovska 3

 

  • Foglia: grande, pentagonale, quinquelobata
  • Grappolo: grande, piramidale, alato, compatto
  • Acino: medio, sferico, poco allungato
  • Buccia: mediamente pruinosa, di colore verde

 

vitovska 4

 

Caratteristiche produzione:

Il vitigno Vitovska ha vigoria media ed epoca di maturazione medio-precoce. A dispetto di una certa tendenza all’acinellatura, la sua produzione è generalmente buona e regolare.

Caratteristiche vino:

Il vitigno Vitovska dà un vino di colore giallo paglierino chiaro. Viene descritto al naso fruttato e con una leggera balsamicità, con note di pera e di salvia.  Al palato è secco, fresco e sapido, di buona stuttura anche se ha come caratteristica una polpa succosa insapore.

 

vitovska 5

 

Viene coltivato nel Carso, su terreni di rocce bianco-grigie,  calcarei, con una buona componente gessosa e comunque rimanendo terreni fertili.

Denominazioni in cui il vitigno è presente: nella DOC Friuli Venezia Giulia come Carso DOC e nell’IGT Friulia Venezia come Giulia Venezia Giulia IGT

 

Vitovska 2004 Selezione Azienda Edi Kante

La bottiglia è bellissima, vive già di luce propria, l’etichetta che da colore e fantasia, il collo allungato, non se ne vedono ed attira l’attenzione. Dettagli, che fanno la differenza nel mare magno del ” Vino designer”.

Il colore “inganna”, nessun segno di ossidazione e di affinamenti particolari, giallo paglierino neanche carico, non ci sono i riflessi verdognoli e ci mancherebbe.

Salato gia al naso, rimane un pochino chiuso vuole scoprirsi piano piano, 10 anni in bottiglia, è ancora un po timido, non si concede subito.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Nonostante alcuni lo definiscono un semiaromatico, non è un naso sfacciato, tutt’altro, elegantissimo, il fruttato vien fuori scaldandosi con accenni di mela,  ma sono i fiori a farla da padrona, poi il vegetale dell’erba e le foglie secche, si distende e da un acceno di agrumato.

La nota dolce richiema il miele, la cera d’api, rimane sul bicchiere e ad ogni riassaggio regala nuance differenti fino all’idrocarburo e le erbe officinali come la salvia.

 

Non manca una leggera nota fumè ………..vitovska bis 3

In bocca, ritrovo l’eleganza del naso, in un equilibrio tra alcool, acidità , grassezza. La nota minerale del naso rimane sul palato, la frutta ricorda l’agrumato mentre il sapido regala ritorni freschi e la salivazione.

Un vino veramente buono …………

 

…….. dieci giorni, dieci lune da quando la bottiglia mi ha regalato parole.

La bottiglia ancora in frigo, ne è rimasto un po’, volutamente lasciato per assaggiarlo di nuovo con calma, ma gli impegni imprevisti, il tempo che scorre, da quando si è aperto sono trascorsi dieci giorni ……….. ora di nuovo sul bicchiere, dispiaciuto di aver abbandonato una bottiglia così buona;

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

e lei, Vitovska, non si è offesa, mi ha saputo aspettare, nobile ed elegante, stempera sul bicchiere una lievissima nota ossidata e gli innumerevoli sentori già descritti si rivelano uno ad uno.    La bocca non si è scomposta e l’agrumato si accompagna alla percezione di una pesca a polpa bianca    ………….  Chapeau.

 

Vino molto interessante, giocato sull’eleganza, peccato l’esiguo numero di bottiglie prodotte ed aimhè il “prezzo” ……… anche se comprensibile.

 

Roberto Orciani

 

Raccolgo da internet un commento di un uomo del vino, di quelli sul campo e lo propongo senza modificarne il contenuto, un approfondimento per chi oltre al vino nella sua accezione edonistica lo accompagna come occasione per incontrare  cultura e tradizione.

 

” …da non confondersi con Garganega, che e’ tut’altro vitigno del Veneto, Gargania cresce soltanto sui colli del Muggesano oltre Trieste, fuori dal confine nazionale.”
In realtà, cresce bene a Breg, prima di essere stata trapiantata nel Carso occidentale, dove poi si chiamerà Vitovska ; si diceva anche che la Vitovska era in realtà vinificata da un terzo di Malvasia e da due terzi di Organka, qualche vecchio Carsolino lo può confermare dai ricordi del passato. Una volta i vini erano nella maggior parte degli uvaggi, vini da vitigni diversi. Organka era una vite coltivata da generazioni intorno al Castello di Duino, nei campi che man mano venivano trapiantati in nuovi impianti sempre migliori e più solidi. Il vino prodotto si è guadagnato un nome castellano Vitovska. Il nome ricorda ancora la vite. Organka, che in realtà si pronuncia Uorganka e grammaticalmente era scritto Vrganka. A Breg la pronuncia di “voda”(acqua) è “uoda” . I triestini hanno accettato il nome Gargania, perché orecchiabilmente è simile. Organka o Gargania è uguale. I grappoli sono grandi e ricchi di sostanze, che poi formano la struttura del vino. Ancora una precisazione, non è Pagadebiti, come talvolta erroneamente sentito, Pagadebiti è un vitigno completamente diverso che cresce bene nella zona di Breg e nella valle di Rižana/Risano. Uva che raggiunge appena il 9 per cento di alcool. LaVrganka a Breg è un po’ precoce e spesso nel tardo inverno il ghiaccio la brucia. Sembra sul Carso abbia un miglior ciclo fenolico. Questo le dà il caratteristico sapore più marcato, soprattutto perché nel Carso è più freddo sviluppando quindi gli aromi. Pertanto Vitovska-Gargania sono la stessa vite, ma storie diverse. Vorrei che su quest’argomento ne scrivessero gli intellettuali locali, e non dottori stranieri,.. come se fossimo solo dei contadini!
E quandomai che che la Vitovska è stata portata qui dai Romani, quando non hanno mai scritto di viti sul nostro territorio, se non un accenno fugace ed incerto di Plinio, quando accenna Pucinum, senza alcuna precisione. C’è qualcuno vede in Pucinum il termine in sloveno antico per le rocce-scogliere che qui non mancano. Ci sarebbe tanto da discutere. In ogni caso, esistono ambedue, la nostra Vitovska e la nostra Organka.  ”David Zahar”.