IL vitigno: “Il Pecorino”

Ci sono dei vitigni che, per le numerose occasioni di assaggio e per la notorietà che hanno acquisito negli ultimi anni, sono ben radicati nelle mie esperienze degustative. Tra questi, l’autoctono “Pecorino” .

 

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Vitigno che è stato “rispolverato” e strappato ad un’estinzione quasi certa dal lavoro encomiabile eseguito da Guido Cocci Grifoni dell’omonima Azienda che ………..

 

 

………….   alla ricerca di vitigni storici che dessero dignità al territorio Piceno si accorse delle potenzialità di un uva i cui pochi tralci erano conservati in un Vigneto di proprietà del Sig Cafini in zona Arquata del Tronto al quale prese dei tralci da innestare e quindi con le nuove marze realizzo’ delle barbatelle da piantare in un terreno localizzato a nord della proprietà che divenne il “primo vigneto” di pianti madri ……….. il non lontanissimo 1982.

 

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Da quegli anni e quindi dal primo vero anno di produzione in monovarietale, nel 1990 ne sono passate di vinificazioni, che hanno convinto anche altri produttori ad affiancare il progetto di Guido Cocci Grifoni e conseguentemente sono migliorate le conoscenze e le prove di vinificazione che hanno portato, oggi, ad un prodotto di sicuro interesse enologico e di buone prospettive per ulteriori miglioramenti.

Sulle origini del nome si è quasi certi che venga dai terreni dove veniva coltivato, accanto ai quali, era praticata la pastorizia. Sembra infatti che le pecore andassero pazze per questo tipo di uva che, maturando prima delle altre varietà regionali, era dolcissima nel periodo del loro passaggio, verso metà settembre.  Della sua presenza si hanno tracce già con Catone il Censore  (II secolo a.C.) che lo includeva tra le varietà portate in Italia durante le migrazioni greche. Vitigno conosciuto anche con numerosi altri sinonimi che si rifacevano alle aree di origine come Pecorino d’Arquata, Pecorina Arquatanella ed ancora Arquitano.

 

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Diffuso nella zona di origine è caratteristico del Piceno  dove acquisisce anche la DOCG con “l’offida Pecorino” e trova ulteriore sviluppo anche in Abruzzo dove peraltro, ad oggi ci sono forse anche le espressioni più interessanti.

Non è sicuramente un vitigno che regala grandi produzioni, ma, ha dalla sua, la capacità di resistere abbastanza bene alle intemperie e trova il suo habitat migliore in aree collinari dove anche le escursioni termiche regalano complessità al vino.

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Il grappolo del Pecorino è di media grandezza, molto allungato, solitamente di forma conica a volte alato; gli acini sono piccoli e tondi con buccia sottile , di colore giallo verdognolo. Le foglie cuoriformi, di media grandezza seghettata e dentata. Caratteristica di quest’uva è anche un corredo zuccherino importante che viene equilibrato dalla buona dotazione acida, necessaria per dare equilibrio in fase di affinamento.

 

I terreni sono spesso orientati ad ovest, alcuni anche a nord, non a caso o per mancanza di altra disponibilità, ma perchè il Vitigno, da alcuni definito di “montagna”, si acclimata meglio la dove subisce  forti escursioni termiche, dove  l’irraggiamento solare non è eccessivo  e la temperatura non eccede.

 

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Che vino da ?

Solitamente alla vista giallo paglierino , difficile trovare riflessi verdognoli. Il naso ricorda la frutta bianca, la pera, la mela, l’erba tagliata in specie quando giovane, i fiori di campo. In evoluzione si accentua una nota speziata ed i frutti tendono a dare note più esotiche. La bocca è morbida, giustamente sapida, fresca, con un bel corpo a sostenere spesso  gradazioni importanti.

In relazione alle scelte del viticoltore abbiamo una notevole varietà di espressioni del vitigno, a dimostrazione della versatilità del prodotto. Vinificazioni tradizionali si alternano ad altre dove l’acciaio lascia il posto alla botte piccola, altre dove la criomacerazione esalta i profumi agrumati  ed ancora la bollicina in versione charmat e metodo classico,  ogni bottiglia una storia a se che racconta vitigno, viticoltore, tradizioni …….. il “terroir”

 

Ma quali bottiglie ?    

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Eccone alcuni esempi con un accenno alla vinificazione che condizionerà obbligatoriamente la degustazione. Da questa breve panoramica si evince una notevole vaietà espressiva che talvolta in un prodotto cosi giovane di storia può creare confusione al consumatore, ma fa da controaltrare la possibilità di accontentare comunque ogni singola esigenza.

 

 

Non ne consiglio nessuno, troppo variegato il modo di vinificare, troppo grandi le differenze al naso ed in bocca. Posso solo aiutarvi ad orientare la vostra scelta:

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I vini che fanno “riduzione” danno aromaticità più importanti, spesso esotiche e comunque non create, ma appartenenti al vitigno, dovute a sostanze del gruppo dei mercaptani, che la tecnica non distrugge, ma esalta.

Chi fa vinificazioni tradizionali in acciaio od affinamenti in legno perde in complessità aromatica, ma spesso riesce a tirar fuori un maggiore equilibrio tra la componente acida, il corredo zuccherino e la componente sapido minerale del vitigno.

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Alcune bottiglie, storiche, alla moda, di “numero” …. etc etc

 

 

Cocci Grifoni    “Vinificazione tradizionale in acciaio”                                                                       Colle vecchio       Offida Pecorino 

Cataldi Madonna   “Criomacerazione ed affinamento sur Lie”                                                  Pecorino IGT Terre Aquilane  

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Tenuta Ulisse     “Criomacerazione e parte  affinato in Barrique”                                              Amaranta Abruzzo Pecorino  DOP

Torre dei Beati  “Vino biologico”                                                                                             “Giocheremo con i fiori” Pecorino    

Aurora  “30% fermentato ed affinato in barrique il resto in acciaio. Biologico”                              Fiobbo Pecorino

 

 

Lidia e Amato   “Vinificazione tradizionale in acciaio”                                                                  Pecorino Colli Aprutini IGT

Fonte Cupa   “Fermentazione in botti di rovere ed affinamento in acciaio”                             Pecorino Colli Aprutini IGT

Poderi Capecci San Savino  “Vinificazione su fecce fini ed acciaio”.                                                                                                    Offida Pecorino

 

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Faraone  “Criomacerazione, affinamento sur Lie”                                                                              Colli Aprutini IGT      Pecorino Collepietro

Pasetti  “Criomacerazione, affinamento sur Lie”                                                                                Colle Civetta   Abruzzo Pecorino D.O.P

 

Emido Pepe  “Affinamento su vasche in cemento pe due anni”    Pecorino Colli Aprutini IGT

 

Buon Lavoro ……………..

 

Bibliografia  “Pecorino vitigno e vino”  Guido Cocci Grifoni                                                                 .                        Foto   you-wine