Qualità/prezzo si può? ………. Scelti da “Non solo tappo” …. in Trentino.

Zanotelli Elio.    “Riesling 2008”.

Del Riesling, nei libri, incontriamo spesso la descrizione del sentore idrocarburico come tratto distintivo, in specie in quei vini che provengono dalla Germania,  ancor di piu negli Alsaziani.

zanotelli

In questo bicchiere il “trimetil diidro naftalene” incredibilmente sfacciato, per un italico vino,  poi le erbe officinali, un po’ di foglia di pomodoro, di salvia, mai eccessive anche scaldandosi nel bicchiere, le note minerali.

zanotelli riesling

 

In bocca la corrispondenza con il minerale ,  un agrumato verso il limone,  modica  la  dolcezza che non riesce a rendere morbida la bevuta, ma lascia un po’ la bocca ferma, media persistenza rimane l’agrume.

Il naso dopo 20 minuti rimane se stesso monocorde, un po’ stanca

Il giorno dopo :  idrocarburo primeggia, un po’ scomposta la bocca che sbatte nel minerale e l’acido senza supporto di morbidezza.  Ma qui una lezione sul “diidrometilnaftalene” ……

 

Pisoni rosso  “Sarica  2007”.    Pinot nero, syrah

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L’attacco evidenzia il passaggio in barrique, ciliegioso dolce, ma non stucchevole anzi invoglia il naso ad incontrarlo nuovamente, lo speziato, importante, ma mai eccessivo.

Bocca elegante , ben amalgamato con l’alcool che nonostante i suoi 14  non li fa sentire ed anzi rende più intrigante la bevuta.  Bocca morbida con il tannino levigato e mai stucchevole.

Nel bicchiere scaldandosi scopre il pinot nero con le  sue nuance più delicate , i frutti rossi delicati , precisi e poi cominciano gli aromi terziari appena accennati primo su tutti il cuoio

 

Vino di facile beva , elegante ben fatto bravo, paciona, ma mi sta simpatico

Il giorno dopo.  :     Vaniglia su tutto, ha perso un po’ la freschezza appena riaperta, poi di nuovo ci incontriamo e riescono i frutti rossi e torna ad essere piacevole, non delude e “centra” probabilmente  un progetto che il vignaiolo avrebbe voluto il consumatore trovasse nel bicchiere .

 

Pietre Dipoli.    “Sauvignon  2009”

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Tutto molto misurato, le note tipiche varietali ben espresse , ma un po’ timidamente così si ritrovano il germoglio di ribes rosso, il nostro bosso,  la foglia di pomodoro, un po’ di salvia , nota minerale, un lieve agrume. Più ricercata la bocca, più morbida che fresca, rimane il minerale con la persistenza , mentre ritornano i ricordi del naso .

Mi aspettavo di più viste le recensioni anche se ha dalla sua la indiscutibile personalità che lo fa riconoscere anche bendato.

 

Il giorno dopo:  ai profumi non mi esalta rimane sulle note di erbe mentre recupera in bocca , carnoso, grasso e fresco si può mangiare carne bianca e sono con uno stinco che lo tiene alla grande.    Grande in bocca peccato il naso .

A due  giorni la bocca rimane grassa e fresca non ha perso, bravo.

 

Balter.   Trento DOC.    “Brut”.

Naso preciso, Crosta  di pane, fiori gialli maturi, mela, non eccede in eccessi aromatici, ma questo rimanere fresco lo rende elegante, lieve nota minerale.

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Bocca molto morbida, ma non stucchevole , rimane lungo su una bollicina ben fatta, lievemente agrumata, fresca che termina in una morbidezza forse eccessiva, si sentono i 12,5 gradi che lo rendono più importante a tavola.

 

Il giorno dopo: a temperatura più calda da il meglio di se, la struttura ha bisogno di uno, due gradi in più dei soliti di servizio per un metodo classico, così da rendere più intrigante il naso.

 

 

La beva grazie anche al l’alcool diventa più accattivante, per essere un “entry level” dell’azienda un buon prodotto poi dipende tutto dal prezzo.

 

Kofererhof.  “Müller thurgau   2010”.

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Minerale, la frutta  della valle, la mela dimentica sull’albero, lieve la nota agrumata, nota ridotta ma non disturba , si scalda ed esce ancor di più l’agrume,  bocca fresca e comunque  grassa per la tipologia, veramente intrigante ed inaspettato, la bevuta invoglia un nuovo bicchiere, bella la sapidità e ritorna il minerale , non scontato mi piace.

Si scalda e ritrovo la percezione agrumata anche in bocca, mai aggressiva, ma rotonda in bocca, più passa il tempo, più mi convince.

 

Il giorno dopo:   Non cambia nulla , naso anche più intrigante grazie alla temperatura più pronunciata che non lo disturba, ma lo rende anche più piacevole per la maggiore espressività dell olfatto.  Bocca molto presente , grassa per la tipologia, ma rimane sempre molto fresca .

 

Colterenzio    “Altkirch 2011”.  Chardonnay

Minerale, note agrumate verso l’esotico, fresco, non frutta matura, ma appena colta.

chardonnay colterenzio

 

Bocca grassa, minerale, morbida giustamente lunga, ben fatta , la salivazione si fa sentire rilevando la nota sapida.

Beva molto facile, non eccede in nulla non si fa ricordare per un timbro particolare , ma la semplicità del naso e della bocca ne fanno un bel bere, non stanca , ma richiama un’altro bicchiere .

 

Il giorno dopo: il minerale e’ sempre evidente e si sente anche una nota di affumicato, fa il legno od un cemento vetrificato?  Ritrovo una mandorla tostata, quasi impercettibile la nota esotica solo accennata, bocca elegante e si sente che c’è struttura.                                                     ( Acciaio e tre mesi sulle fecce fini.)

 

Carlotto.     “Di ora in ora”.     Lagrein riserva   2010

Entra con la frutta rossa, non quella piccola del sottobosco, non arriva alla marmellata e si fa sentire. Rimanendo sul bicchiere si apre e diventa più delicata diventa, ora,  una frutta più piccola, note di lampone, mora  e rimane comunque elegante mai spocchioso, fruttato deciso e preciso, elegante .
carlotto lagrein

 

Bocca morbidissima, tannino levigato facile e ritornano le note olfattive anche alla bocca, il retro nasale conferma tutto il buono della via diretta, molto fresco, le note terziare le dovremo aspettare, ma ci sta e’ cosi giovane.
Passa un po di tempo e compare la liquirizia, grande morbidezza in bocca, la sapidità invoglia la bevuta, non amo i rossi dell’alto Adige, ma non posso non apprezzare questo vino buono, facile da bere, con rapporto qualità prezzo da paura, mi piace lo consiglio.

 

La nota speziata arriva la ritrovo sotto la frutta, ho aspettato e mi riporta un nuovo assaggio.

 

 

Falkenstein   Sauvignon. 2011.   Val Venosta

Al naso le note varietali tipiche,  il germoglio di ribes nero o bosso, foglia di pomodoro ,  sauvignonminerale, non esagera, rimane elegante, scaldandosi si rilevano le erbe officinali.
Bocca fresca, sapida, ritorna il minerale , bevuta fresca  che rende il corpo di facile beva,  agrumato , gioca più sulla freschezza anche se l’alcool un po’ si sente , non ben amalgamato

Il giorno dopo:    L’agrume, il pompelmo oltre la foglia di pomodoro.