La bollicina: “Ubaldo Rosi … la riserva in verticale”

L’invito non poteva non essere accolto, non era difficile dire di si, ma molto più piacevole la sincerità del gesto e la grande voglia di collaborare che ha dimostrato un associazione spesso arroccata dietro le sue divise senza cercare dialogo.

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Iesi tutt’altra storia, come sempre l’uomo fa la differenza e questa delegazione dell’AIS ha uomini che non hanno paura di confrontarsi e di collaborare.

 

 

 

Un plauso a Paolo Grassini e Luca Civerchia, artefici della degustazione, delegazione AIS di Iesi sempre pronti a regalare complicità.

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

 

Piacevoli anche gli incontri scontri con l’istrionico Cesare Lapadula, figura storica della didattica AIS con cui mi sono trovato spesso a giocare con i vini e divertirci nello “sfottò” come dovrebbe essere un confronto dove non esiste “sono più bravo di te”, ma uno scoprire assieme “l’anima” di un vino.

Ora la degustazione preceduta dai ringraziamenti, doverosi, ad un enologo che ha sempre regalato disponibilità di modi e di sapere “Agostino Pisani” ed a tutto lo staff di Colonnara.

 

ubaldo 5

 

Ma chi era Ubaldo Rosi?

Nacque a Gubbio nel 1799 e fu amministratore dei Beni della Casa Ducale di Leuchtemberg prima a Fano, poi ad Osimo e quindi a Jesi, con la grande passione per il vino e la spumantizzazione.

Dal sito:

Il Metodo Classico Riserva Ubaldo Rosi nasce da Cru selezionati di vigneti in aree collinari tra i 500/600 metri s.l.m. nei comuni di Cupramontana ed Apiro da terreni a medio impasto con elevate quote argillose e sabbiose e di origine “marina”.

 

La Verticale :

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

“Ubaldo Rosi 2008”
Già il colore tradisce cosa troveremo in bocca, venature verdognole. Il naso leggermente citrino che accompagna il lievito. Frutta bianca, la mela e la pera nelle espressioni meno mature.

La bolla gia’ setosa, lascia un ricordo amarognolo che contrasta con la lieve dolcezza dal naso.

Il floreale, soprattutto fiori bianchi, scontato il biancospino mentre la ginestra si fa spazio grazie ad un ritorno verde tipico del fiore del conero. La buccia del cedro regala accenni.

Un leggero “minerale” …
Sapidità e freschezza a rincorrersi, con l’acidità ancora prevaricante che non permette ancora equilibrio, ma rassicura l’evoluzione.

Al secondo naso, l’anice su tutto, poi il rosmarino, ma è la bocca che da più soddisfazione, la temperatura più calda addolcisce gli spigoli e nonostante proibitiva per un metodo classico, da noblesse alla beva e conferma la bontà dell’uvaggio.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

“Ubaldo Rosi 2006”

La nota verdognola che si nascondeva nel 2008 , evolve verso una sfumatura giallastra.

Naso un pò idrocarburico, la nota minerale che si sposa con l’agrume e la frutta secca, non solo lievito, c’è più equilibrio ed a seguire note di erbe officinali.

La setosità, bellissima, che accanto una lieve dolcezza riesce a dare equilibrio alla bocca allungandosi in un finale amarognolo che marca il vino.

Il secondo assaggio sempre a temperature proibitive non cede a nessuna incomprensione, non ci sono le incongruenze del 2008 e non ha cedimenti.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

“Ubaldo Rosi 2005”

 

Alla vista la sfumatura dorata.

Cedro ed erbe con note dolci, comincia a comparire la nota mielata. Bolla meno setosa delle altre, sarà la temperatura, lo aspetto un pò …..

 

Ricorda un po’ una vecchia bollicina, Il fiore giallo non più bianco, ginestra quella appena raccolta quando dimentichi di metterci l’acqua.

Lapadula mi va contro e pure l’Assessore Fiorillo … Bello questo tavolo, ma non cambio idea.

Il secondo naso regala infuso di erbe, quasi un te nelle sue complessità. Bella beva che rimane facile dandomi una sensazione più sapida che acida.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

“Ubaldo Rosi 2002”

Il colore si fa sempre più importante con riflessi che regalano ancora dinamicità.

Francesizza, l’esotico, il miele, la frutta secca in un continuo arrocarsi il posto piu alto. La nota che lo caratterizza è lo Zafferano, inconfondibile, accanto, l’anice che da riconoscibilità varietale.

Legno bagnato, quasi affumicato ed ora con Cesare siamo d’accordo. Note evolute ma affascinati, rimane sempre la mandorla, l’erba e le note “Verdicchiose” tutte presenti.

La camomilla scaldandosi e comunque, il bello sentire note minerali, nette.
Ora in bocca torna la nocciola. In sala suggeriscono “il centerbe e note di babà”

Il secondo assaggio testimonia un bel equilibrio.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

“Ubaldo Rosi 2000”

Colore ancora brillante.

Pietra focaia, il minerale tanto difficile da descriverlo e tanto facile da identificarlo in questo bicchiere.

Floreale e frutta che non vengono prevaricati da lieviti o pan briosce. Verde che ancora permane, sorprendentemente fresco, non lascia note un po stanche che avvertivo nel 2005. Colpisce per la nota sapida, esplosiva.

Finocchio, il vino più intrigante e per assurdo facile da bere. Non troppo complesso nel naso ma minerale, fresco, erbaceo, Un lieve medicinale, l’infuso d’erbe ma di quello che fa nobiltà.

Non stanca richiama la beva splendido, il mio preferito.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

 

 

 

La sorpresa “Cuprese 1994” Verdicchio dei castelli di Iesi Classico 
Note erbacee, fienose, minerali non stancano mai . Qui l’affumicato non è del legno e’ dei terziari, chiamiamoli cosi, gioca con l’agrume da frutta disidratata,

La bocca da certezze. Strutture che grazie all’acidità stemperano l’oleosità, la grassezza di questo vino.

L’amaro c’è sempre, marca, l’alcool non esagera grazie all’equilibrio che aggiusta gli spigoli.

Il naso dolce da canditi gialli in un rincorrersi con i fiori anche loro gialli, essiccati dal sole.

La bocca da minerale poi diventa quasi salata, vorrebbe accompagnarsi al cibo, ma mi accorgo che ogni bicchiere richiama un altro … be non vi era bisogno, ma ancora un bicchiere a dimostrare che forse siamo di fronte al più grande vitigno bianco italiano.

La salsedine, il marino, lo iodato … ma che bella degustazione.

Gli artefici della serata, bravi da "Non solo tappo"
Gli artefici della serata, bravi da “Non solo tappo”