“Vittorini” ….. Nico Speranza “Il vignaiolo”.

il sole è gia alto, soffuse le luci,  una macchia bianca attraversa il vigneto, quattro zampe … lo sguardo stupito ad osservare paesaggi non comuni,  nell’immaginario, era quello che avrei voluto trovare.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Più di 15.000 piante per ettaro, grappoli piccoli in gestione bio, rame e zolfo, nulla di più. I segni della peronospera oramai contenuta, la vegetazione che si sta riprendendo.

Un angolo, quasi sconosciuto, la vicina Offida da sudditanza, i pochi viticoltori ne hanno un po il fiato sul collo, l’argilla in prevalenza a dare “strutture” , la freschezza della beva non è facile da raggiungere, qui il vino regala corpo ed alcool.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

 

 

 

Monsanpietro Morico neanche sapevo dove fosse, eppure ci ha creduto Nico:

Un territorio che hai più è sconosciuto, ma qui, quello che provi a far vivere trova un “Terroir di eccezione”, così lo zafferano da un intuizione dei soliti “turisti occasionali olandesi” e poi gia un cantina gestita da un viticoltore “Alemanno” e Nico da Verona a ricercare identita nei poderi di famiglia.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Il vino, quello che vorrei nel bicchiere, quello che vorrei da una vigna gestita con rispetto, quello che vorrei mi sappia regalare un ricordo …tutto questo rende inutile un approccio al vetro senza la conoscenza che fa della beva un emozione, non do dictat, ognuno con i propri sussulti, i miei sono legati al “terroir” e non solo l’aspetto vigneto ed ambiente che deve rispettare al massimo l’identità, ma una concezione più ampia dove è vero che il territorio marca un vino, ma è importante anche la cultura dell’uomo , il suo passato e presente a regalare unicità al vino.

La mano che accompagna la cultivar che ne traccia il percorso che rappresenta se stessi, non un approccio asettico che faccia fare tutto alla natura, preferisco comunque che sia l’uomo ad entrare nel suo progetto senza esagerare, ma raccontando il suo essere legato al territorio, in mille sfaccettature variabili con le annate a le situazioni personali.

Non ho bevuto sto solo accompagnandovi in un mondo, quello di “Vittorini”.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

 

 

 

 

Qui si beve maledettamente strano. Non amo gli assemblaggi eppure qui si sente la voglia di dare al vino il massimo, come facevano i nostri vecchi in vigna, senza cercare il monovitigno ma utilizzando uve diverse per garantire il massimo risultato.

Le cultivar sono importanti ognuna con una propria identità ed il bianco prende forza da questo connubio che varia anno dopo anno modificando le % delle uve utilizzate.

Il ” Marche Bianco IGT 2013 “pecorino 40%, incrocio bruni 10% e sangiovese vinificato in bianco ne è un esempio … non credo ci siano altri blend simili in regione.

Ogni anno diverso, si lega all’annata ed al continuo evolvere la conoscenza del vigneto, la sua gestione, senza darsi un limite ed aggiungendo tasselli alla ricerca del prodotto che riesce ad emozionare chi lo fa.

Nico di  fronte un bicchiere a raccontarsi :

Art designer Bruno Marsili
Art designer Bruno Marsili

 

“Sur Lie” della serie , non si butta via niente. Durante l’affinamento dopo la fermentazione alcoolica, il vino si spoglia depositando sul fondo quello che chiamiamo, termine  non appropriato,” feccia”.

Quest’ultima è la sua ricchezza, il suo patrimonio durante l’affinamento e se un vignaiolo ha lavorato bene fino a questo momento, da il marchio identificativo del vino cioè uomo, territorio e varietà.

Le sorprese sono anche con i rossi da uve Sangiovese, Montepulciano , Petit Verdot e Marselan, ma  non finiscono qui; Scoprire i vigneti è entrare in una microrealtà vinicola a se: L’alberello del Petit Verdot e Marselan ad una  densità di 1,1 metri tra i filari e 0,6 metri tra le viti per un totale di 15. 000 ceppi/ettaro, da paura …

Anche le etichette regalano piacere, quasi francesi … eleganti, hanno stile.

e cosa ho trovato nel bicchiere … “Sussulti”

Non vi racconto nulla, ne avrei, ma preferisco invitarvi a visitarlo per scoprire le mie parole e l’evoluzione dei suoi vini dal suo esordio con il 2010 “fuori di capoccia”, mi è piaciuto incredibilmente, fino ad un anno, il 2012, interlocutorio e l’ultima annata la 2013, quasi la quadratura del cerchio, dove la mano e la confidenza con i vigneti cominciano a divenire concretezza e regalano prodotti più precisi.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Solo un copia-incolla da un appunto rubato ad un mio post  sull’ Infinito Wine festival 2014 a Recanati dove ho incontrato la prima volta questi vini :

L’ultimo assaggio è quello che mi ha portato ad un azienda che non manca di “Personalità”.  Direi un personaggio, Nico Speranza “vignaiolo vero” come i suoi vini, riconoscibili …….. “estremi” e complessi in un “Orange wine” del 2010 con i suoi sentori lievitosi quasi un metodo classico d’oltralpe e l’evoluzione del progetto verso beve più attuali e comunque senza perdere identità nelle nuove annate ………. l’assemblaggio la dice lunga, Pecorino ed Incrocio Bruni ……… Azienda Agricola Vittorini da seguire.

Be, la storia dice che avevo visto lungo … a presto Nico.