“Vini naturali” Roma 2015

La kermess di roma ” Vini naturali” è stata come ogni anno meta del mio peregrinare tra assaggi vari, chiacchierate e scoperte di nuovi eno-personaggi.

Mi aspettavo tanto, forse anche troppo, complice un continuo sorprendermi, affascinato da questo mondo che mi sta regalando beve entusiasmanti e uomini del vino  che mi danno più fiducia anche nel mio vivere quotidiano.

 

vignaioli-naturali

 

Non solo moda, anche sostanza, coerenza con le idee di vino artigianale che ho io.

Tuttavia dalla premessa si evince che la mia è stata una visita un po’ deludente, non tanto per la qualità in generale, ma peccati di “gioventù” non avrei voluto ancora ritrovarli.

Logico che non posso aspettarmi ogni anno un miglioramento ed in specie, se la filosofia è dare grande coerenza al terroir nella sua accezione più completa dando identità all’annata, non è possibile ritrovare sempre una qualità identica ogni anno.

 

vini naturali 4

 

Purtroppo la dove avevo certezze ho avuto un po’ di delusioni come se ci fossa stata una involuzione in alcune aziende da cui mi sarei aspettato fuochi d’artificio.

Non mi tiro indietro ed alcuni nomi legati ai miei assaggi li racconto, nessuna nota negativa specifica, ci mancherebbe, un vino puo’ non essere riuscito, ci sta e non mi va di descrivere una etichetta che non mi regala parole di entusiasmo  …  solo i miei assaggi migliori con la consapevolezza di essermi sicuramente perso qualcosa tra i banchetti.

 

 

Cominciamo con i francesi, tre nomi, “nuovi” per me, Jean-Christophe Garnier, i suoi Chenin da Saint Lambert du Lattay,  impattanti, di bella beva e personalità che rispecchiano il vignaiolo, i Sauvignon di Alexandre Bain che giocano con le mineralità del calcare e la struttura dell’argilla, lo Champagne di “Remy Leroy” diretto, verticale, dosaggi al minimo e prese di spuma con mosti concertati

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Tornando nei nostri confini ancora con un pensiero nell’oltralpe, rimando i pensieri  alla florealità di certi pinot neri di Volnay quando mi avvicino al vetro e scopro la ricchezza olfattiva del Brunello di Montalcino annata 2009 , molto femmineo, floreale e di bella freschezza di Stella di Campalto.

Buoni i vini nel complesso dei Clivi in specie le “entry level” di grande personalità.

 

i clivi brazan 2

 

Tra i prodotti presentati da  “Meteri” un plauso al già citato Remi Leroy, alla grande bevibilità dei vini di Menti, caratterizzati da un sorso facile, accompagnato da un bell’impatto olfattivo, dal “Le Petite Journal de Rapatel” e la gamma dei vini di Gerard Eyraud.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Piacevole la gamma dei nebbioli che didatticamente segnano i differenti territori Sassella, Inferno, Grumello di Ar.Pe.Pe.

La cantina che ha centrato tutti i vini presentati dai bianchi autoctoni all’internazionale, uno chardonnay di gran bella fattura quasi fuori confine per mineralità e naso complesso, il cerasuolo ed il montepulciano è la Cantina De Fermo, una prova che da grande visibilità alla serietà con cui vengono curati questi prodotti.

 

vi nature 4

 

Oramai una certezza  i vini di Maria Pia Castelli che quest’anno mi hanno entusiasmato  sopratutto con la tipologia “rossa”, su tutti l’Orano 2010 da sempre un Sangiovese di riferimento ed un Erasmo Castelli del 2005, un Montepulciano che nel territorio marchigiano non sempre trova queste complessità, ancora in divenire Il nuovo “Stella Flora” in attesa di evolvere e dare le innumerevoli sfaccettature ritrovate nella bottiglia in degustazione del  2005.

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

 

 

 

 

 

 

 

In zona Chianti impossibile non citare i bei vini di Giovanna Morganti, tre annate di “Le Trame” a raccontare come evolve e come sa dare corrispondenza al millesimo senza mai perdere coerenza tra le bottiglie, su tutti ho preferito il 2009. “Podere le Boncie”

 

Art designer Roberto Orciani
Art designer Roberto Orciani

 

Il vitigno che più mi affascina in questo momento tra i rossi del piceno è il “Bordò” e tra le varie referenze già assaggiate non potevo non rimarcare le mie positive sensazioni anche con il Kupra di “Oasi degli Angeli”  che non devo neanche presentare tanto è la notorietà che lo accompagna, così i vini di Corrado Dottori, il “Terre Silvate 2013” Verdicchio dei Castelli di Iesi Classico superiore quest’anno mai così preciso ed elegante, Azienda La Distesa.

 

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La sicilia con Az. Agr.Gueli, un nero d’Avola che segna se ve ne era bisogno la giusta via che si riesce a dare a questo vitigno che sa regalare non solo fruttosita’ e strutture, ma sa esprimere beve minerali, fresche di grande eleganza.

Be sicuramente altri ne ho dimenticati … alla prossima.