Semplicemente … ” Vinessum 2016″ …

Si può scrivere e anche no, ci sta esserci nel web. La visibilità è esserci sempre e comunque, la fortuna di potermelo permettere di non esserci se non voglio e se me lo chiedono … fuggo.

 

Non Solo Tappo
                      Non Solo Tappo

 

Ma li c’ero, come sempre. Quest’anno un po’ tutto e tutti a sfottermi, in primis Andrea e per primo io a giocarci, tre “medaglie” stampa, produttore (a rappresentarlo), staff, Nonsolotappo quasi al completo e … la storia continua.

 

Non è più una “kermesse del naturale”, diventa quasi un dover esserci perchè è uno “schiaffo” al vado perché fa “figo”, sono li solo perchè verrano a conoscerci, non credo, non voglio crederlo, la vedo più come una voglia di incontrarsi, di raccontarsi.

 

vinnessum 17

 

Alcune cantine così piccole che non hanno quasi bottiglie da presentare, ma fare gruppo, dare voce e forza ad un manipolo di vignaioli che crede ancora al tavolo bandito ad assaggiare la bottiglia dell’amico della regione accanto, talvolta cosi lontano che non si potranno carpire le sottigliezze, troppo diverse le condizioni territoriali eppure a sorridere durante l’assaggio di un bicchiere “emozionante”.

 

Così tra i banchetti a salutare gli amici, a conoscere i volti nuovi, fuori dalle mura intanto scrosci di acqua, non la nebbia di Eyes Wine Shut, ma ancora la natura a rendere difficile la viabilità, non bastava a far casino in campo, giusto per farsi sentire, per ricordare quanto sia difficile domarla.

 

vinnessum 16

 

 

Le aziende che mi hanno colpito anni fa, che mi avevano avvicinato ad una beva “diversa” continuano a darmi fondamenta, le rinforzano, produttori che lavorano bene, lo hanno sempre fatto e sanno regalare bottiglie sempre più convincenti anche nei prodotti nuovi. Progetti diversi che danno continuità alla filosofia aziendale, non uno scimiottare il mercato, ma lo voglia di mettersi in gioco in progetti sempre piu ambiziosi che l’esperienza rende meno vacillanti.

 

Wine Pork
Zio Porco Wines 

 

Intanto la luna da dietro la porta sembra affacciarsi, chissa’ se piove, le lancette non si sono dimenticate di battere secondi, anche quest’anno Vinnessum è finito o … forse no.

 

Wine Pork
                            Zio Porco Wines 

 

E … ad aspettare cosa mi è piaciuto, le selezioni di Zio porco Wines , un casino, beve assai pulite, meno radicali all’olfatto ed in bocca come accadeva in altri assaggi, l’ho trovato molto più preciso, dettagliato, non solo nelle etichette affascinanti e dissacranti nello stesso tempo, ma bicchieri disivolti, mai eccessivi.

 

vinnessum 14

 

Podere Pradarolo ancora a stupirmi, non bastava il Velius 2005 che adoro, ma ad intrigarmi una bolla già brut in una veste nuova, Vej 2013 extra brut Metodo Classico, Malvasia di Candia Aromatica nessuna concessione al compromesso, in una tonalità sfacciata che racconta già l’impatto al naso, grintosa senza perdersi in una beva troppo spigolosa, ma di facile sorso.

 

vinnessum 10
       Daniele Xodo

 

Davide Xodo mi ha fatto divertire con i suoi vini che riecheggiano di “passato”, uvaggi della storia in assemblaggi desueti, accompagnati da un book fotografico che farebbe impallidire qualsiasi purista, la diraspatrice a mano, nel senso che il papa’ segue ogni grappolo, l’imbottigliamento a caduta, nel senso che viene dalla “calza” che pesca dalla damigiana, la pigiatrice a “nudo” nel senso che lo fa la compagna a piedi nudi rigorosamente in tinozza e vini quanto mai piacevoli, da bere con leggiadria, un’altra realta’ che accompagnerà la mia tavola.

 

Tunia
 Tunia

 

 

 

Cantina Margo
Cantina Margo

 

 

 

Un po’ di mostri sacri, Tenuta Grillo, passano gli anni e le bottiglie quelle del 2005 e 2006 che acquisiscono sempre di più stoffa ed eleganza, senza perdersi nelle odiate note ossidative, Tunia e Tabarrini, il rose’ che stupisce, non bastava già quello di Carlo che adoro, altra spesa in quel banchetto … e la bolla rifermentata di Margò.

 

 

 

Paolo Ruschioni ed i suoi “piedi”, in vini sinceri che vogliono anni e sapendoli aspettare danno beve complete.

 

 

Paolo Rusconi
                            Paolo Rusconi

 

Il bianco che non potrei farne a meno Selvadolce vB1 2013, vermentino, splendido, intrigante, minerale e salato già al naso, in un continuo turbinio olfattivo che richiama in continuo l’inebriarsi nel vetro.

 

Altri soliti noti, vorrei raccontarli tutti, solo nomi qua e là eppure ancora molte le etichette che mi sono piaciute Menti, Aldo Viola, Vigna dei Boschi, Andrea Bragagni, Vittorio Graziano, Andynudo Aestesis …

 

Forti del vento, Marco Merli, Castello di Stefanago l’oltrepopavese che riesco a bere … Il Brunello che sa di Sangiovese “Tiezzi”.

 

Non Solo Tappo selection
               Non Solo Tappo Selection

 

Una marea di bicchieri fatti bene … ognuno capace di raccontare chi c’è dietro, l’umano terroir indispensabile per rendere un sorso capace di emozionarmi …

Thank Vinessum