“Cavalieri” e “Gegè d’Antan” … l’avessi fatto “io”

La mano tesa, mentre il vetro raccoglie naso, canna di fucile appena il piombo è uscito a colpire, so chi vorrei, ma anche se nemici a iosa, passo.

 

 

Art designer Roberto Orciani

 

Attorno una marea di agrumi , rossi, bianchi esotici, pompelmo rosa e cedro, mandarino poi una serie di sentori da macerazione o sosta lunga sur lie. Che bel vino , un sorso spaventosamente equilibrato, in un contrasto verbale tra la paura e la serenità, non esagera in nulla , sapidità ed agrume , facile e non è banalizzarlo, beva fantastica.

 

Ne bevo, non cosi facile fermarmi, racconta di sale che sa armonizzarsi con l’agrume in un equilibrio che ricorda funanboli sulla corda tesa a mille metri, l’asticella  tra le mani capace di portarti al traguardo.

 

 

Art designer Roberto Orciani

 

Ci sono anch’io in quel territorio che regala vetri oltre il dignitoso, che sanno dare nobiltà senza mai eccedere, non un caso mentre calpestavo vigne, scegliere i filari quelli che racconteranno di uva, legato alla terra, la stessa che ha dato i natali all’anfora …

 

La frutta secca, non solo la frutta volgarizzata dall’iperiduzione omologa, come omologa il naturale senz’anima, qui nulla, la tradizione, non un caso racconta di anni trascorsi, quando il suo papà raccontava fuori dal coro.

 

Ne berrei a iosa, per fortuna la cantina sotto, dovrei fare le scale …

 

Matelica, il verdicchio  ……….. Cavalieri 2013,  “Gegè d’Antan”