Vinnessum 2017 …..

Vinnessum, parole scritte di getto, le dovevo ad Andrea ….. io c’ero, ma non c’ero.

 

 

Vinnessum, ma che bello, l’aria che si respira tra quei banchetti, l’entusiasmo.

 

Non è più avanguardia, il dover dimostrare qualcosa, controcorrente, la guerra ai mulini a vento ….. oramai una solida realtà, quella di chi ci a creduto, i vignaioli, quelli sani, quelli che prima un sorriso, l’amicizia, i “io ci sono a prescindere”, che fanno gruppo.

 

Non c’è bisogno di parlare sempre di vino, di fiori e frutta, che noia …..

L’incontro, uno sguardo, la pacca sulla spalla, un sorriso, tutto sotto le arcate del convento.

 

Le scarpe consumate, ancora i segni della terra, mani rugose che trasmettono fermezza al saluto, che accompagnano un sorriso.

 

 

 

 

Aliti di vento sul prato del chiostro, quelli alcolici sotto le arcate della loggia.

 

 

Frettolosamente il fine degustatore che si arrampica sul banchetto. Guarda con attenzione il colore, ritorna piu volte sul bicchiere, guarda in alto a cercar non si sa che e poi sentenzia “il legno marca un pò troppo” e ….. dall’altra parte “forse è un po sbatacchiato perchè ha fatto solo cemento”.

 

C’era anche lui, ma i più solo a divertirsi a scoprire vetri che non si conoscono, ad ascoltare “sogni” di chi c’era.

 

 

 

 

C’era tutto anche tra chi fa il vino, quelli nuovi che si raccontano animosamente, quelli che hanno già raccontato tanto e sono un pò stanchi, chi prova a stupirsi mentre riassaggia se stesso, chi racconta storie, chi racconta la storia.

 

Quei vignaioli che hanno tracciato la strada c’erano, quelli che con un sorriso pacato rendono apparentemente semplice un lavoro di scelte uniche, spesso piene di sacrifici, capaci di uscire dal coro e nei loro bicchieri la fermezze delle idee, nessun orpello, nessuna contaminazione, nessuna omologazione in vini troppo spinti, ipermacerati, ma gli anni di ricerca a dare vetri quanto mai pieni di identita di semplicemente “Terroir” .

 

Non ne posso più fare a meno di questo mondo, cosi apparentemente bizzarro, nato dalla passione di chi non ci sta sempre con il politicamente corretto, anche per questo spesso eccessivo, apparentemente inaffidabile per chi si ferma ad osservarlo nei momenti in cui si lascia andare ad esorcizzare la tensione, la paura di aver lasciato qualcosa al caso, dietro, un’impegno unico, fin dalla scelta della location, dei collaboratori, di chi usa neuroni ed entusiasmo.

 

Fulvia Damiani         Paul Kleen

 

Nessun vino oggi, racconto del suo Vinnesum, il lato umano, di Andrea, delle sua originalità, dei suoi estremismi, delle sue scelte, di anni di studio, di confronti.

 

Andrea Marchetti

 

C’è tanto, nulla lasciato al caso. Ho nei miei ricordi le fotografie di tutti i Vinnesum, gli sfoghi al telefono, i viaggi, le sensazioni che ci raccontavamo assaggiando vini che le più conosciute associazioni non comprendevano.

 

Nessun descrittore sul vino, ne potrei raccontare, in quei banchetti da bere e bene ce n’era, come anche delusioni o vini spesso copia di se stessi.

 

Oggi solo a ricordarmi gli sfotto, le magliette macchiate dagli inciampi sul bicchiere, gli sguardi che cercano consensi e quelli che incontrano solo amici, incontri di chi sa che non valuto un vino ma cerco un emozione, di chi conosce le mie parole, spesso a non dir nulla, solo per catturare un respiro, sullo scoglio aspetto l’onda che mi sfiora, raccolgo salsedine, calpesto tappeti di alghe e guardo lontano mentre la brezza rinnova ricordi marini.

 

Grazie Andrea

 

Vinnessum ………………… Non muore mai