Ischia bianco “Bajola 2016” un macerato che incontra l’isola …

Facile farti piacere un vino qui
L’ulivo che si staglia
sull’acqua

Le ultime
macchie di luce
sulla sommità delle onde
quando oramai
il vento ha smesso
di soffiare
increspandole

il pomeriggio
che mi scivola addosso
non si ferma ad aspettare
inesorabile
ci fa fretta

non è facile
farmi piacere un vino
a prescindere
e talvolta
anche io cado nel banale
nel prevenuto

i macerati che non sono
nelle mie corde
che delle volte mi
allontanano
semplicemente
scorgendone
i colori carichi

amo gli accenni
le cose sussurrate
chi mi fa avvicinare
senza scoprirsi
subito
che si lascia
spogliare piano
i vini
scarichi nel colore
i sangiovesi, i nebbioli
il pinot nero
quando sono semplicemente
trasparenze e noblesse
effluvi da ricercare
sottili sfumature
accenni

le scarpe sopra
il tappeto erboso
già orfane di me
l’olivo taglia l’orizzonte
cosi il sorriso di
Antonella
ferisce il viso

Il vetro raccoglie
Uve bianche macerate
Bajola 2016
La Biancolella e la Forastera
In un isola che non c’è
e che pazzia
trovarci
Vermentino,   Sauvigno Blanc,   Incrocio Manzoni
Malvasia delle Lipari, Viognier

Francesco sorride al mio stupirmi
Non mi lascio incantare
Gli rovino addosso
Mille domande
E le risposte cosi semplici da farmi
Sentire banale di averle fatte

ora tutto più facile  da comprendere
giustificazioni legate alla storia dell’isola
al modo di vinificare
Nulla al caso
Le scelte agronomiche
Volutamente ardite
Che alle volte
Gli lasciano
Pochi grappoli

 

Qui la macerazione
Incontra la vista,
ma dimentica all’olfatto
le omologazioni
che spesso accompagnano la tipologia
Esotico
frutta al sole,
raccoglie il calore
e da all’assaggio
un incongruenza congruente
con un agrumato
che racconta l’isola
le immagini di cedri
oramai a terra
le bucce spesse
calpestate per andare in vigneto
ogni sfumatura sa raccogliere tra i ricordi
un immagine

la nota amara ed i tannini che asciugano
spesso accomunano i macerati,
eppure qui non li ritrovo
una beva facile che intriga
quasi a raccogliere gli anni passati in Trentino di Francesco

 


immersa in una mineralita che si percepisce in un cinereo sottofondo,
l’albicocca
la frutta che non da stucchevolezze

riesce ad uscirne quasi rasposa al naso ,
poi le dolcezze mielose
ma non sono l alter ego della temperatura più alta,
la frutta candita, papaya, mango …..
come se fossero dentro un dolce,
in un gelato, la pasticceria non la  fa da padrona
e la freschezza riesce a dare equilibri

Rimango a flertare

e trovo note erbacee fino alle spezie, la noce moscata a debita distanza
Una beva che accontenta un po’ tutti,
non eccede nel provocatorio
e nello stesso tempo capace di rubare un
“inusuale”
a chi non è abituato a Vini che hanno personalità marcate ,
marcate dalle idee di un vignaiolo che sa sperimentare ,
anche andando incontro a delusioni

ma che accresce esperienza ad ogni vendemmia
e sono certo che avremo altre belle sorprese

sempre più intriganti in tempi prossimi

Ischia bianco “Bajola 2016”
Bravo Francesco